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martedì 22 settembre 2009

Potenziamento Muscoli interni della gamba





Nella continua ricerca di soluzioni più o meno fantasiose per medializzare la simpatica rotula ho pensato di potenziare la parte interna della coscia. Ho sottoposto la mia malsana idea a Liliana ( che ringrazio molto) e mi ha confermato che effettuando l'esercizio che si vede i foto si va a potenziare i muscoli adduttori, il vasto mediale, e la zampa d'oca.
HO iniziato con serie da 20 ripetizioni per 5 volte. Devo dire che anche se è una camera d'aria di MTB, l'interno coscia si sente lavorare in maniera intensa.


Onestamente non so se questo potenziamento faccia o meno danno. E' solo da 2 sedute che lo provo. Diamoci tempo un mese e poi vi farò sapere se la situazione migliora o peggiora.

Se qualche lettore ha già fatto questo maldestro esperimento, oppure qualche ortopedico o fisioterapista gli capita di passare di qui, in maniera Anonima sarebbe molto carino da parte sua esprimere un parere.

giovedì 6 agosto 2009

IperPressione rotulea, Consigli, Potenziamento, Streching? e POI?

Una persona su quattro nel corso della vita si viene ad aver a che fare con la simpatica rotula. ROtula che essendo un fulcro per il muscolo del quadricipite (amplificandone la forza), sostiene notevole carico, premendo con forza contro il femore. Da qui nasce la parola "Sindrome Femoro-ROtulea".


ALl'estremità del femore c'è una cavità detta troclea femorale, dove la rotula "dovrebbe" scorrere, una sorta di guida-canale, dove la rotula e femore coperti da uno strato di cartilagine dovrebbero scorrere senza problemi.
Purtroppo per la complessità di tale articolazione non sempre le cose vanno per il verso giusto. Quindi la rotula potrebbe per diverse cause non essere perfetamente centrata della Troclea femorale, MA.. e dico amaramente MA... "sbattere" contro la parte esterna di questo solco.


Ora fino a che la cartilagine che ricopre e rattoppa i "difeti struttrali", tutto bene (più o meno). Il paziente non si accorge di nulla ( almeno personalmente non mi accorgevo di niente). Il problema si viene a manifestare quando la cartilagine si assottiglia e si infiama.

E qui, inizia il valzer di, Medici,ortopedici, medici sportivi, fisioterapisti, Kiropratici,osteopati, guaritori induisti....




CI sono varie forze che vengono a "tenere" la rotula. La letteratura medica continua a sostenere che sviluppando il Vasto mediale, questo tenderebe a centrare la rotula.
COSa che è stata smentita del fatto che il quadricipite femorale è un muscolo format da 4 inserzioni. Queste 3 che si innestano nel ginocchio sono: Vasto mediale (quello interno), retto femorale (centrale), vasto laterale (quello esterno).
Ma attivando il VM, si attiva tutto il quadricipite, quindi non si riesce a selezionare nessuna delle 3 parti isolata.

Altro metodo che ci viene suggerito è quello dello streching della bandela ileotibiale. Se non erro questa bandella è posta sul lato esterno nel femore e parte dal gluteo scendendo fino alla tibia. LO strecing di tale bandella dovrebbe allentare la sua forza che conivolge anche il tendine rotuleo, portando a centrare la rotula.



Personalmente, ritendo che 2 minuti di streching al giorno, male non facciano. BIsogna tenere conto che, per quanto riguarda lo streching, se ci sono risultati( niente di eclatante) si hanno nell'arco della costanza di mesi. Ma questo non vi deve scoraggiare. Voi iniziate senza pretendere troppo.

Altri consigli che mi sento di darvi sono di tenere le gambe ppiù tese possibili. Perchè si è dimostrato che la pressione che la rotula che esercita sul femore è maggiore a 90° che rispetto a tutto l'arco del movimento.(forse è anche per questo che il nuoto non da fastidio, sia per l'assenza di gravità che per il range di movimento non critico per la rotula).

Questa è la mia modesta esperienza. Sarei curioso di sentire anche la vostra opinione in merito.




lunedì 3 agosto 2009

Fattori di stabilizzazione rotulei

UNa spiegazione su come la rotula viene stabilizzata all'interno della troclea femorale e quali possono essere le cause di dolori o fastidi
FATTORI DI STABILIZZAZIONE

Due ordini di fattori controllano la stabilità rotulea ed i meccanismi coinvolti nello spostamento della rotula: le forze di stabilizzazione statica e dinamica.
Le forze di stabilizzazione dinamica sono quelle d’origine neuro-muscolare e la tensione o il tiraggio che esse esercitano sulla rotula cambiano a seconda dello stimolo nervoso nonché del grado d’apertura dell’articolazione del ginocchio.
Le forze dinamiche che influenzano la stabilità del complesso femoro-rotuleo sono rappresentate dal sistema del quadricipite: questi quattro muscoli agiscono in concerto sia per estendere il ginocchio sia per aiutare attivamente al mantenimento della rotula nel solco femorale.
Questi due muscoli (VM e VL) rappresentano forze dinamiche controbilancianti che aiutano a mantenere normale l’escursione della rotula e qualsiasi sbilanciamento di uno di essi avrà una grande influenza su tutta la meccanica femoro-rotulea che porterà certamente ad un disordine di spostamento dinamico.
Oltre a queste strutture, un altro muscolo che influenza attivamente la stabilità rotulea è il tensore della fascia lata (TFL): una sua rigidità determina, infatti, una deviazione laterale della rotula che si apprezza principalmente negli ultimi gradi d’estensione.
Sono diverse le strutture legamentose e ossee che forniscono le forze di stabilizzazione statica che controllano lo spostamento femoro-rotuleo e non essendo sotto l’influenza del controllo volontario muscolare, queste strutture esercitano sempre una forza sulla rotula.
La geometria ossea, in altre parole la forma della rotula e del solco femorale, rappresenta la più forte e forse la più importante delle forze statiche.
Altri meccanismi di stabilizzazione statica della rotula sono rappresentati dai legamenti femoro-rotulei mediali e laterali.
Di particolare importanza è il retinacolo laterale.
Un’altra componente che partecipa alla stabilizzazione statica è la posizione relativa dell’inserzione del tendine rotuleo sul tubercolo tibiale rispetto al solco femorale.
Le lesioni e il dolore alle strutture del ginocchio sono molto comuni nella popolazione per il fatto che la rotula è interposta nel meccanismo degli estensori ed è sottoposta a grandi forze durante l’attività.
Le strutture che possono essere associate con il dolore e l’instabilità femoro-rotulea comprendono:
1) il retto femorale, il VI, il VL, il VML, il VMO
2) il tendine rotuleo
3) la rotula e i suoi rapporti con il solco femorale
4) i legamenti femoro-rotuleo e menisco-rotuleo
5) i cuscinetti adiposi nelle regioni infrarotulee e soprarotulee
6) le borse delle regioni sovrarotulee e pararotulee
7) la membrana sinoviale e la capsula nella porzione antero-mediale ed antero-laterale dell’articolazione.
Il dolore localizzato all’articolazione femoro-rotulea è di frequente riscontro clinico e richiede la valutazione di vari fattori: l’allineamento anatomico, il sistema di stabilizzazione statica e dinamica ed il livello d’attività per determinare il carico meccanico applicato attraverso l’articolazione.
Il malallineamento dell’articolazione femoro-rotulea può sfociare in uno spostamento laterale rotuleo, il quale può essere associato a sublussazione, lussazione o ad entrambe.
Questo spostamento è definito come forza vettoriale in valgo laterale, la quale si manifesta durante l’estensione e se di natura estrinseca può condurre a sublussazione o lussazione, che possono consistere in episodi minimi giornalieri o in fatti traumatici associati con rotture ed emartri acuti.
Varie anomalie strutturali alle estremità inferiori possono influenzare lo spostamento rotuleo nel solco trocleare del femore.
Queste anomalie possono essere suddivise in fattori estrinseci, comprendenti le anomalie biomeccaniche della pelvi e del piede, e fattori intrinseci legati alle strutture statiche e dinamiche della rotula.
Comuni fattori estrinseci includono: a)patologie femorali rotazionali, d’origine congenita, posturale o traumatica; b)eccessiva mobilità della caviglia o del piede, con l’alterazione delle forze rotazionali sul ginocchio; c)torsione tibiale su deformità in varo; d)discrepanze nella lunghezza della gamba che alterano il modello dell’andatura.
I fattori intrinseci comuni includono: a)l’iperlassità del sistema di stabilizzazione statica della capsula mediale e del legamento femoro-rotuleo mediale contro l’eccessiva tensione della capsula laterale o del tratto ileo-tibiale; b)displasia o atrofia secondaria del muscolo VMO dovuto a lesini o non utilizzo; c)sviluppo immaturo delle superfici articolari (displasia trocleare); d)mallineamento rotuleo inclusa, la posizione del solco femorale, la posizione dell’angolo Q ed il ginocchio recurvato; e)malformazioni rotulee; f)rotula alta o bassa

domenica 3 maggio 2009

Lo Streching alla bandella salva la rondella (rotula) ?

Come in accordo con il fisio, inizierò un intenso utilizzo dello streching, per provare a rimettere su strada queste carrette di ginocchia.

Il programma prevede:

-Streching bandella ileotibiale

-streching flessori ginocchio

( ma il buon fabiano proverà anke a cacciarci potenziamento del vasto mediale alla leg extension 0-30°)


nel frattempo attendo doma che inizio gli ultrasuoni